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Locale con pavimento chiaro effetto legno lucido e sedie nere

Guida comparativa: Parquet, SPC o Laminato?

Parquet, SPC e laminato possono sembrare simili in fotografia, ma sono tre materiali diversi per natura, resistenza e durata. Il parquet è legno vero e si può rinnovare con la lamatura. Lo SPC è un pavimento vinilico rigido con un'anima minerale che regge l'acqua, per questo funziona bene in bagno e in cucina. Il laminato riproduce l'effetto legno su un pannello di fibra, con una posa rapida e una spesa più contenuta.

Qui trovi le differenze punto per punto, una tabella di confronto e le indicazioni stanza per stanza, con quello che vediamo ogni giorno da Astobra Parquet, l'azienda romana di Via Rovato che dal 1956 fornisce e posa parquet e oggi anche pavimenti SPC e laminati.

Che differenza c'è tra parquet, SPC e laminato?

La differenza sta in quello che c'è sotto la superficie. Il parquet ha uno strato di legno vero, più o meno spesso a seconda del tipo. Lo SPC ha un nucleo rigido di polvere minerale e PVC con una pellicola decorativa sopra. Il laminato ha un pannello di fibra di legno pressata, coperto da una stampa e da uno strato trasparente molto duro.

Il parquet

Il parquet può essere massello, cioè un unico pezzo di legno pieno, oppure prefinito, un multistrato con la faccia a vista in legno pregiato e gli strati sottostanti che gli danno stabilità. In entrambi i casi cammini sul legno: lo senti al tatto, reagisce un poco alle stagioni e, quando si consuma, si può levigare e rifinire di nuovo.

Lo SPC

SPC sta per Stone Polymer Composite. È un pavimento vinilico di nuova generazione: il nucleo, fatto di carbonato di calcio e PVC, non assorbe acqua e resta stabile anche con gli sbalzi di temperatura. In superficie riproduce legno, pietra, cemento o marmo, protetto da uno strato d'usura trasparente. Si posa quasi sempre a incastro, senza colla.

Il laminato

Il laminato ha un'anima in HDF, un pannello di fibra di legno ad alta densità, su cui sono applicati una carta decorativa stampata e un rivestimento trasparente resistente all'abrasione. Nei prodotti di qualità l'effetto legno è convincente, ma in superficie il legno non c'è: per questo il laminato non si può lamare.

Parquet, SPC e laminato a confronto

Messi uno accanto all'altro, i tre pavimenti si distinguono soprattutto per quattro aspetti: come reagiscono all'acqua, quanto sopportano graffi e urti, se si possono rinnovare e quanto lavoro chiede la posa. La tabella riassume le differenze principali, che vanno sempre verificate sul singolo prodotto e sulla scheda tecnica del produttore.

Aspetto Parquet SPC Laminato
Cosa c'è in superficie Legno vero Pellicola decorativa su nucleo minerale Stampa su pannello di fibra
Acqua Teme ristagni e umidità dal basso Regge bene, il nucleo non assorbe Discreta, i giunti temono l'acqua ferma
Graffi e urti Si segna, ma si ripara Buona tenuta, dipende dallo strato d'usura Buona tenuta sulle superfici di qualità
Si può rinnovare Sì, con lamatura e nuova finitura No, si cambiano le doghe No, si cambiano le doghe
Posa tipica Incollata o flottante Flottante a incastro Flottante su materassino
Sopra il pavimento esistente Solo in alcuni casi Spesso sì, dopo una verifica Spesso sì, dopo una verifica
Sensazione al passo Calda e naturale Compatta e un po' più fresca Leggera, più sonora senza un buon materassino
Dove rende meglio Zona giorno, camere, ambienti di pregio Bagni, cucine, lavanderie, uffici, negozi Camere, seconde case, immobili in affitto

Quale pavimento resiste meglio all'acqua?

Fra i tre, lo SPC è quello che sopporta meglio l'acqua, perché il suo nucleo minerale non si gonfia. Il laminato tradizionale teme soprattutto l'acqua che resta ferma sui giunti, anche se esistono linee con trattamenti specifici. Il parquet sopporta senza problemi il lavaggio normale, ma soffre i ristagni e l'umidità che risale dal massetto.

In ogni caso la posa conta quanto il materiale: un pavimento resistente all'acqua ha comunque bisogno di un sottofondo asciutto, di giunti perimetrali corretti e, nei punti critici come il bordo della vasca, di una sigillatura adeguata. Per bagni e cucine, dove gli schizzi sono quotidiani, nella maggior parte dei casi consigliamo di valutare i pavimenti SPC. Il parquet in bagno si può fare, con essenze e finiture adatte, ma richiede attenzione costante.

Quale pavimento dura di più e si può rinnovare?

Dei tre, soltanto il parquet si può rinnovare in profondità: quando la superficie è consumata si leviga, si rifinisce e torna uniforme, anche dopo molti anni. SPC e laminato, una volta segnati in modo evidente, non si possono lamare. Si sostituiscono le doghe rovinate, quando il tipo di posa lo permette, oppure l'intero pavimento.

Anche fra i parquet c'è differenza. Il massello sopporta numerose levigature negli anni; il prefinito dipende dallo spessore dello strato nobile, che va sempre chiesto in millimetri. Quando conviene levigare e quando no lo spieghiamo nella pagina dedicata alla lamatura e al restauro del parquet. Per SPC e laminato, la durata dipende soprattutto dallo strato d'usura e dalla classe d'uso dichiarata dal produttore.

Quali di questi pavimenti si posano sopra quello vecchio?

SPC e laminato si posano spesso sopra il pavimento che c'è già, piastrelle comprese, perché hanno spessori contenuti e una posa flottante che non richiede colla sul massetto. Serve però una base piana, stabile e senza umidità. Il parquet si può sovrapporre in alcuni casi, ma più spesso conviene preparare il sottofondo e incollarlo.

Prima di decidere per la sovrapposizione si controllano alcuni punti:

  • Planarità: avvallamenti e fughe profonde si sentono sotto i piedi e affaticano gli incastri.
  • Stabilità: le piastrelle che suonano vuote o si muovono vanno fissate o tolte.
  • Umidità: se sale dal basso, nessun pavimento sovrapposto la risolve.
  • Altezze: le porte possono dover essere rifilate e le soglie con le altre stanze vanno raccordate.

Quale pavimento scegliere stanza per stanza?

Non serve usare un solo materiale in tutta la casa. Spesso si sceglie il parquet per soggiorno e camere, dove si cammina scalzi e conta la sensazione del legno, e lo SPC per bagno, cucina e lavanderia. Il laminato trova posto dove contano soprattutto praticità e costi: camerette, seconde case, appartamenti da affittare.

  • Soggiorno: parquet, per calore e durata; laminato se il budget è stretto.
  • Camere da letto: parquet o laminato, con un materassino che attutisca il passo.
  • Cucina: SPC se l'acqua arriva spesso a terra; parquet verniciato se si è disposti a curarlo.
  • Bagno e lavanderia: SPC, oppure ceramica.
  • Ingresso e corridoi: un materiale resistente al passaggio, con una superficie che non mostri troppo i segni.
  • Uffici e negozi: SPC o laminato con classe d'uso commerciale; parquet negli ambienti di rappresentanza.

Quando i materiali cambiano da una stanza all'altra, il punto delicato è il passaggio: profili e spessori vanno studiati per evitare gradini e lasciare a ogni pavimento lo spazio per assestarsi.

Quanto incide il budget sulla scelta?

In linea generale il laminato è la soluzione più contenuta, lo SPC si colloca di solito fra i due e il parquet copre la gamma più ampia, dal prefinito semplice al massello e alle pose a disegno. Il confronto però va fatto sul lavoro finito: posa, sottofondo, battiscopa e finiture pesano quanto il materiale, a volte di più.

Conta anche il tempo. Un parquet che si può lamare più volte si rinnova invece di sostituirsi; un laminato economico in un ambiente molto frequentato può durare meno del previsto. Per questo ragioniamo per fasce di budget, da definire dopo aver visto gli ambienti, e mettiamo a confronto le soluzioni sullo stesso progetto, non sul prezzo al metro di un campione.

Come decidere fra parquet, SPC e laminato?

Per decidere bastano tre domande: quanta acqua arriva sul pavimento, per quanti anni vuoi che duri e se vuoi poterlo rinnovare, quanto lavoro puoi sostenere in casa. Chi risponde «poca acqua, tanti anni, legno vero» va verso il parquet; chi deve rifare bagno e cucina verso lo SPC; chi cerca praticità e tempi brevi verso il laminato.

Se la scelta cade sul legno, nella guida pratica per scegliere il parquet trovi essenze, formati, finiture e gli errori da evitare, mentre le tipologie che trattiamo sono nella pagina sulla vendita e posa del parquet a Roma. Se ti orienti sulla soluzione più pratica, i dettagli sono nella pagina dei pavimenti in laminato.

Vedere i tre materiali dal vivo, uno accanto all'altro, aiuta più di qualsiasi tabella. Nel nostro showroom di Via Rovato 182, a Roma, puoi confrontare campioni di parquet, SPC e laminati su appuntamento; se preferisci partire dalla casa, a Roma e provincia il sopralluogo e il preventivo sono gratuiti. Orari e recapiti sono nella pagina contatti.

FAQ

Domande frequenti

Il laminato è un parquet?

No. Il laminato riproduce l'aspetto del legno con una carta decorativa stampata su un pannello di fibra di legno pressata, protetta da uno strato trasparente. Il parquet invece ha la superficie in legno vero. La differenza si sente al tatto e conta nel tempo: il parquet si può levigare e rifinire più volte, il laminato no.

Lo SPC è la stessa cosa del pavimento vinilico?

Lo SPC è un tipo di pavimento vinilico, ma rigido. Il vinilico tradizionale è flessibile e di solito si incolla su un fondo perfettamente liscio; lo SPC ha un nucleo minerale che lo rende stabile, si posa a incastro senza colla e tollera meglio le piccole irregolarità del fondo e le variazioni di temperatura.

Quale pavimento va bene con il riscaldamento a pavimento?

Tutti e tre possono andare bene, se il produttore dichiara la compatibilità. Per il parquet si preferiscono in genere la posa incollata, spessori contenuti ed essenze stabili come il rovere; per SPC e laminato contano il materassino e le indicazioni della scheda tecnica. In ogni caso l'impianto va portato in temperatura con gradualità, come indica il produttore.

Quale dei tre pavimenti è più silenzioso?

Il parquet incollato è in genere il più silenzioso al passo, perché aderisce al massetto. SPC e laminato posati flottanti possono suonare più secchi: un buon materassino riduce molto il rumore, sia in casa sia verso chi abita al piano di sotto. Nei condomini conviene pensarci prima di scegliere, non a pavimento posato.

Si possono avere pavimenti diversi in stanze vicine?

Sì, ed è una scelta frequente: parquet in zona giorno e SPC in bagno o in cucina, per esempio. Il punto delicato è il passaggio fra un materiale e l'altro, che va studiato con profili o soglie e con gli spessori giusti, così da evitare gradini e lasciare a ciascun pavimento lo spazio per assestarsi.