Sì, in molti casi il parquet si può posare sopra le piastrelle senza demolirle: il prefinito si incolla sulle piastrelle preparate oppure si posa flottante su un materassino. Servono però piastrelle ben ancorate, un piano senza avvallamenti, nessuna umidità che sale dal basso e abbastanza altezza per porte e soglie. Quando una di queste condizioni manca, conviene togliere il vecchio pavimento.
Evitare la demolizione fa risparmiare polvere, smaltimento e giorni di cantiere, ed è una richiesta frequente nelle ristrutturazioni. Da Astobra Parquet, che a Roma fornisce e posa parquet dal 1956, la valutiamo sempre al sopralluogo: qui trovi cosa si controlla e cosa cambia in casa quando il pavimento si alza.
Quando si può posare il parquet sopra le piastrelle?
Il parquet si può posare sopra le piastrelle quando il vecchio pavimento è solido, piano e asciutto. Le piastrelle devono essere ben attaccate al massetto, senza zone che suonano vuote o si muovono, il piano non deve avere avvallamenti o gradini fra una piastrella e l'altra e dal basso non deve risalire umidità. Poi serve l'altezza per il nuovo strato.
- Ancoraggio: battendo sulle piastrelle non si devono sentire punti vuoti, e nessuna deve muoversi o essere crepata in modo esteso.
- Planarità: avvallamenti, piastrelle disallineate e fughe profonde si riflettono sul parquet, soprattutto con le doghe lunghe.
- Umidità: se il massetto sotto è umido, le piastrelle lo nascondono ma il legno lo sente.
- Altezza: il nuovo pavimento si somma a quello vecchio, e porte, soglie e mobili devono poterlo accogliere.
- Impianti: se sotto le piastrelle passano tubi da rifare, conviene demolire adesso piuttosto che smontare il parquet dopo.
Pochi difetti isolati di solito si sistemano: una piastrella che suona vuota si fissa o si toglie e si riempie il vuoto, piccoli dislivelli si correggono con una rasatura. Sono valutazioni da fare caso per caso, e decidono se la sovrapposizione conviene davvero.
Incollato o flottante: come si posa sulle piastrelle?
Sopra le piastrelle il prefinito si posa in due modi. Incollato, dopo aver pulito e sgrassato la superficie e steso un primer che fa aderire la colla allo smalto liscio: il pavimento diventa stabile e silenzioso. Flottante, su un materassino che attutisce il passo e copre le irregolarità minime: la posa è più rapida e reversibile, ma chiede un piano molto regolare.
| Aspetto | Prefinito incollato | Prefinito flottante |
|---|---|---|
| Preparazione | Pulizia, sgrassatura, primer specifico | Pulizia e materassino adatto al prodotto |
| Fughe e piccoli dislivelli | Vanno riempiti o rasati | Il materassino copre solo quelli minimi |
| Suono al passo | Pieno e sordo | Più secco, dipende dal materassino |
| Altezza aggiunta | Spessore del parquet più la colla | Spessore del parquet più il materassino |
| Reversibilità | Le piastrelle sotto restano compromesse | Il parquet si può smontare |
La scelta fra le due pose segue le stesse regole che valgono su un massetto, spiegate nell'articolo sulla posa del parquet prefinito incollata o flottante. Sulle piastrelle conta in più la qualità dell'aderenza: senza un primer adatto allo smalto, la colla rischia di staccarsi.
Cosa cambia in casa quando il pavimento si alza?
Posare sopra le piastrelle alza il piano di calpestio di tutto lo spessore del nuovo parquet, più colla o materassino. Sembra poco, ma tocca molte cose: le porte interne, il portoncino d'ingresso, le soglie verso balconi e stanze non rifatte, il battiscopa, i mobili della cucina e la lavastoviglie sotto il piano di lavoro. Vanno previsti tutti prima di cominciare.
- Porte interne: di solito vanno rifilate in basso, e conviene sapere prima chi se ne occupa.
- Portoncino e porte finestre: lo spazio sotto l'anta e la battuta della soglia vanno misurati.
- Soglie e passaggi: verso il bagno, il balcone o le stanze che restano con il vecchio pavimento serve un profilo di raccordo.
- Battiscopa: quello vecchio si toglie o si copre, e il nuovo nasconde il giunto lungo le pareti.
- Cucina: zoccolo dei mobili, lavastoviglie e forno a incasso devono continuare a entrare e uscire.
- Scale: il primo gradino diventa più basso degli altri, e va valutato come raccordarlo.
Per questo lo spessore del parquet va scelto insieme alle altezze, non dopo. Il prefinito esiste in spessori contenuti proprio per queste situazioni, mentre un massello, più spesso e da levigare in opera, è più difficile da sovrapporre: le differenze fra i due sono nell'articolo su parquet massello o prefinito.
Quando conviene demolire le piastrelle?
Conviene demolire quando sovrapporre vorrebbe dire nascondere un problema. Succede se molte piastrelle suonano vuote o si muovono, se c'è umidità nel massetto, se gli impianti sotto il pavimento vanno rifatti, se i dislivelli sono troppo grandi per una rasatura o se l'altezza disponibile non basta per porte, soglie e mobili della cucina.
C'è poi il caso del riscaldamento a pavimento: ogni strato in più fra i tubi e la stanza frena il passaggio del calore, e sovrapporre il parquet a piastrelle già posate sull'impianto va verificato con chi lo ha progettato e con la scheda del produttore. Le regole generali sono nell'articolo su parquet e riscaldamento a pavimento.
Demolire allunga il cantiere: si rimuovono piastrelle e colla, si smaltiscono i detriti, spesso si rifà o si ripara il massetto, che poi deve asciugare. In cambio si riparte da un fondo nuovo e verificato, e si possono rifare gli impianti senza pensarci più.
E se sopra le piastrelle il parquet non si può posare?
Quando il parquet non si può sovrapporre, per l'altezza o per le condizioni del fondo, restano due strade: demolire e posare il legno su un massetto preparato, oppure scegliere un materiale più sottile. Pavimenti SPC e laminati hanno spessori ridotti e una posa flottante che spesso si adatta alle vecchie piastrelle, dopo le stesse verifiche su planarità e umidità.
Le differenze fra legno, SPC e laminato, anche per resistenza all'acqua e sensazione al passo, sono nella guida comparativa fra parquet, SPC e laminato. Le tipologie di parquet che forniamo, con la posa incollata, flottante e su misura, sono nella pagina sulla vendita e posa del parquet a Roma.
Per sapere se le tue piastrelle possono restare al loro posto bisogna batterle, misurarne planarità e umidità e controllare le altezze. A Roma e provincia facciamo il sopralluogo e il preventivo senza costi: chiamaci o scrivici dalla pagina contatti.
FAQ
Domande frequenti
Le fughe profonde delle piastrelle vanno riempite prima della posa?
Con la posa incollata sì: le fughe profonde vanno riempite e il piano reso uniforme, altrimenti la colla non lavora in modo omogeneo e il disegno delle piastrelle può riaffiorare sotto il legno. Con la posa flottante il materassino assorbe le fughe sottili, ma quelle larghe e i bordi disallineati fanno flettere le doghe e affaticano gli incastri. Al sopralluogo si valuta quanta preparazione serve.
Le piastrelle sotto il parquet si possono recuperare in futuro?
Dipende dalla posa. Con il parquet flottante il pavimento si smonta e le piastrelle restano com'erano, salvo i segni del tempo. Con il parquet incollato, invece, primer e colla restano attaccati allo smalto e le piastrelle non sono più recuperabili. Se un giorno si vorrà tornare al pavimento originale, per esempio a un vecchio pavimento di pregio, conviene scegliere la posa flottante.
Si può posare il parquet sulle piastrelle solo in alcune stanze?
Sì, ma il passaggio fra le stanze va progettato. Il parquet sovrapposto alza il pavimento rispetto agli ambienti che restano con le piastrelle, e sulla soglia si crea un piccolo dislivello da raccordare con un profilo inclinato o una soglia nuova. Conviene decidere prima dove cade il passaggio, di solito sotto una porta, così il raccordo resta poco visibile e comodo da calpestare.
Il parquet posato sopra le piastrelle suona vuoto?
Se è incollato bene, no: aderisce alle piastrelle come aderirebbe al massetto e suona pieno. Un suono vuoto in un punto preciso indica di solito che lì la colla non ha fatto presa o che sotto c'è una piastrella staccata. Il parquet flottante, invece, ha per natura un suono un po' più secco, che dipende molto dal materassino scelto.
Quanto tempo si risparmia evitando la demolizione?
Si risparmiano i giorni della rimozione, lo smaltimento dei detriti e soprattutto l'eventuale rifacimento del massetto, che prima della posa deve asciugare per un tempo che dipende da spessore e tipo di materiale. In un appartamento la differenza può essere di parecchi giorni, a volte di settimane: la stima precisa si fa al sopralluogo, conoscendo le condizioni del fondo.