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Ambiente con camino e parquet in rovere a listoni

Parquet negli appartamenti d'epoca di Roma: cosa controllare prima di posare

Parquet6 min di lettura

Prima di posare il parquet in un appartamento d'epoca a Roma conviene controllare sei cose: che pavimento c'è oggi e se merita di restare, com'è fatto il solaio, in che stato è il sottofondo, se c'è umidità, quanto cambiano le quote fra una stanza e l'altra e come si organizza il cantiere in un condominio storico. Da queste verifiche dipendono il tipo di posa, i tempi e anche la scelta del parquet.

A Roma molti appartamenti stanno in edifici costruiti fra la fine dell'Ottocento e gli anni Sessanta, e ogni epoca porta con sé materiali e problemi diversi. Da Astobra Parquet, che a Roma fornisce, posa e restaura pavimenti in legno dal 1956, li valutiamo uno per uno al sopralluogo: qui trovi cosa guardare prima di decidere.

Che appartamenti d'epoca si trovano a Roma?

A Roma gli appartamenti d'epoca appartengono di solito a quattro famiglie: i palazzi umbertini di fine Ottocento, come quelli di Prati e dell'Esquilino; le palazzine e i villini del primo Novecento; gli edifici degli anni Trenta; i grandi caseggiati del dopoguerra, costruiti fra gli anni Cinquanta e Sessanta. A questi si aggiungono gli edifici più antichi del centro storico, rimaneggiati nel tempo.

Ogni periodo ha i suoi materiali. Nei palazzi umbertini si trovano spesso cementine, graniglie e seminati; nelle palazzine del Novecento il parquet a spina di pesce o a listoncini; nei caseggiati del dopoguerra le marmette di graniglia. Sono indicazioni frequenti, non regole: molti appartamenti sono già stati ristrutturati, a volte più di una volta, e sotto un pavimento recente può esserci ancora quello originale.

Tipo di edificio Cosa si trova spesso Cosa controllare prima della posa
Palazzo umbertino di fine Ottocento Cementine, graniglie, seminati, soffitti alti Valore del pavimento esistente, solaio, quote fra le stanze
Palazzina del primo Novecento o degli anni Trenta Parquet originale in legno pieno, porte in legno Se il parquet si può recuperare, altezze di porte e soglie
Caseggiato del dopoguerra Marmette di graniglia, impianti datati Ancoraggio delle marmette, impianti da rifare sotto il pavimento
Edificio del centro storico Strutture rimaneggiate, muri spessi, piani terra umidi Umidità, eventuali vincoli, accesso al cantiere

Il vecchio pavimento va tolto o conservato?

Il vecchio pavimento va guardato prima di essere demolito, perché in un appartamento d'epoca può avere un valore che un pavimento nuovo non restituisce. Cementine decorate, seminati e parquet originali in legno pieno spesso si possono conservare o restaurare; marmette rotte o mal ancorate, invece, di solito si tolgono o diventano la base per il nuovo pavimento.

Togliere un pavimento antico ha un costo che non si vede subito: produce molte macerie, che in un palazzo senza ascensore vanno portate giù a mano, e spesso scopre un sottofondo irregolare da sistemare. Coprirlo, quando è ben ancorato e piano, evita demolizione e polvere, e in certi casi lascia aperta la possibilità di recuperarlo in futuro. Quando si può posare sopra il pavimento esistente lo spiega l'articolo sul parquet sopra le piastrelle. Se invece sotto la moquette o il linoleum compare un vecchio parquet, prima di decidere conviene leggere quando conviene restaurarlo invece di sostituirlo.

Cosa c'è sotto il pavimento di una casa d'epoca?

Sotto il pavimento di una casa d'epoca ci sono un sottofondo e un solaio che cambiano molto con il periodo di costruzione. Negli edifici più vecchi si incontrano solai in legno o in ferro e laterizio, con sottofondi di sabbia, calce e materiali di riempimento; nei caseggiati del dopoguerra solai in laterocemento e massetti più compatti, ma spesso di spessore irregolare.

Il parquet è un pavimento leggero, in genere più di marmette, graniglie e ceramica. Il punto delicato è quello che serve per prepararlo: un massetto nuovo e spesso aggiunge peso, e un solaio in legno che flette un poco al passaggio mette sotto sforzo un pavimento rigido. In questi casi la valutazione della struttura spetta a un tecnico, ingegnere o architetto, prima di scegliere come rifare il fondo. Anche un sottofondo vecchio va controllato: se si sgretola sotto un chiodo o si spolvera al tatto, la colla non ha una base su cui fare presa.

Perché quote e altezze contano di più nelle case d'epoca?

Nelle case d'epoca quote e altezze contano di più perché raramente le stanze sono allo stesso livello: dopo decenni di lavori un corridoio può essere più alto di una camera, il bagno rifatto può avere un gradino, le pareti possono essere fuori squadra. Ogni millimetro del nuovo pavimento si somma a queste differenze, e va previsto prima di ordinare il materiale.

Le porte originali in legno, spesso alte e pesanti, sono un altro motivo di attenzione: rifilarle è possibile ma delicato, e a volte conviene scegliere un pavimento più sottile pur di non toccarle. Lo stesso vale per soglie in marmo e battiscopa d'epoca che si vogliono mantenere. Con le pareti fuori squadra, poi, cambia la posa: una spina di pesce mette in evidenza ogni irregolarità del perimetro, mentre una posa a correre la assorbe meglio.

A cosa fare attenzione con l'umidità?

Negli appartamenti d'epoca l'umidità arriva soprattutto dal basso e dai muri. I piani terra e gli ammezzati sopra cantine poco ventilate, i muri spessi in tufo o in mattoni e i vecchi impianti con piccole perdite possono tenere umido il sottofondo anche quando la superficie sembra asciutta. Per questo la misura dell'umidità va fatta prima di scegliere posa e materiale.

Se l'umidità sale dalle murature, nessun pavimento la risolve: va affrontata la causa, e solo dopo si posa il legno. Come si misura e quali limiti si rispettano lo spiega l'articolo sull'umidità del sottofondo prima della posa.

Condominio, vincoli e cantiere in centro: cosa organizzare prima?

In un condominio storico il cantiere va organizzato prima del primo giorno di lavoro. Il regolamento di condominio fissa di solito gli orari per i lavori rumorosi, l'amministratore va avvisato e le parti comuni, come scale, androne e ascensore, vanno protette. Se l'ascensore è piccolo o manca, pacchi di parquet e macerie si portano a mano, e il formato delle doghe deve passare dalle scale.

Nel centro storico si aggiungono l'accesso dei mezzi, perché dentro la ZTL, nelle ore in cui è attiva, serve un permesso per il furgone, le strade strette e gli spazi per il carico e lo scarico. Il rifacimento dei pavimenti interni rientra di norma nella manutenzione ordinaria, ma se l'edificio è sottoposto a tutela, o il pavimento stesso ha un valore storico, prima di demolire conviene chiedere al proprio tecnico se servono autorizzazioni.

Che parquet scegliere per un appartamento d'epoca?

In un appartamento d'epoca funzionano bene i parquet che dialogano con l'architettura: spina di pesce, listoncini, rovere naturale con finiture opache. Un massello o un prefinito con uno strato nobile spesso permettono di levigare il pavimento più volte negli anni, e una posa incollata su un fondo ben preparato dà un pavimento stabile e silenzioso. Per scegliere il colore in base alla luce delle stanze c'è l'articolo su parquet chiaro o scuro.

Le plance molto lunghe e larghe stanno bene anche negli ambienti storici, ma chiedono un fondo molto piano, raro nelle case vecchie senza un intervento sul sottofondo. Le differenze fra i disegni sono spiegate nell'articolo sulla spina di pesce italiana e ungherese, mentre le tipologie che forniamo e posiamo, dal massello alle pose su misura con cornici e raccordi, sono nella pagina sul parquet a Roma. Per l'ordine delle scelte, da essenza a finitura, c'è la guida pratica per scegliere il parquet.

Ogni appartamento d'epoca va visto di persona prima di scegliere posa e materiale. A Roma e provincia veniamo a fare il sopralluogo, verifichiamo sottofondo, umidità e dislivelli e ti lasciamo un preventivo dettagliato, il tutto senza costi; i campioni si vedono nel nostro showroom di Via Rovato 182, su appuntamento. Recapiti e orari sono nella pagina contatti.

FAQ

Domande frequenti

Si può posare il parquet sopra la graniglia?

In molti casi sì, se la graniglia è ben ancorata, piana e senza umidità che sale dal basso. Le marmette che suonano vuote o si muovono vanno fissate o tolte, e le fughe profonde vanno sistemate prima della posa. Prima di coprirla, però, conviene capire se il pavimento ha un valore da conservare: le cementine decorate dei palazzi più antichi spesso meritano un restauro.

Il parquet nuovo si può accostare a un pavimento d'epoca conservato?

Sì, ed è una soluzione frequente: per esempio la graniglia originale nell'ingresso e nel corridoio, il parquet nelle camere. Il punto delicato è il passaggio fra i due pavimenti, che va studiato su spessori e altezze per evitare gradini, con una soglia in marmo o un profilo. Anche il colore del legno si sceglie guardando il pavimento antico che resta accanto.

Serve il permesso del condominio per cambiare il pavimento di casa?

Di solito non serve un'autorizzazione dell'assemblea per un lavoro dentro l'appartamento, ma il regolamento di condominio va rispettato: orari dei lavori rumorosi, uso dell'ascensore, protezione di scale e androne, deposito dei materiali. Conviene avvisare l'amministratore prima di cominciare. Se l'edificio è sottoposto a tutela, le regole possono essere più severe e va sentito il proprio tecnico.

Le porte d'epoca vanno tagliate dopo la posa del parquet?

Non sempre. Dipende dallo spessore del nuovo pavimento e dallo spazio che c'è oggi sotto la porta. Rifilare una porta originale in legno massello è possibile, ma va fatto con cura per non rovinare la parte bassa e le cerniere. Quando le porte sono di pregio, a volte si sceglie un parquet più sottile o si abbassa il fondo, così da lasciarle come sono.

Nel centro storico i lavori di posa durano di più?

Possono durare di più, per ragioni di logistica più che di posa. Accesso dei mezzi nella ZTL, scale senza ascensore, orari stretti per i lavori rumorosi e spazi ridotti per il carico e lo scarico allungano le giornate di cantiere. Sono aspetti che si valutano al sopralluogo e che entrano nel preventivo e nel calendario, così da non scoprirli a lavori cominciati.

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